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La famiglia d'Horatio ed il suo possesso del feudo di Opi
Testi a cura di Andrea Di Marino  maggiori info autore
Fra i feudi rimasti agli Aquino e che certamente tennero fino al 1438 vi furono quelli di Opi e di Pescasseroli. Si ignora l'anno e come poi fossero tornati ai Di Sangro. Sta di fatto che nel 1630 i due feudi erano posseduti da Adriana Di Sangro, figlia del Barone di Bugnara Giovan Battista e di Angela Corvi di Sulmona, maritata a Giuseppe De Capite della stessa città. 
  
Morta Adriana Di Sangro senza discendenti, tutte le sue terre furono devolute alla Regia Corte, ma poichè su quelle di Opi e di Pescasseroli aveva contratto dei debiti, questi due feudi furono posti in vendita e il 9 gennaio del 1632 rimasero aggiudicati al Dottor Sparano di Napoli per la somma di ducati 28.900. Però lo Sparano, per sue particolari vedute, credette di rivendere la sola terra di Opi al Sig. Antonio Cimini e il 22 settembre dello stesso anno fu stipulato l'analogo instrumento del notar Giovanni Simone Della Monica; si ebbe il regio assenso il 3 gennaio 1633 e fu registrato alla camera il 18 giugno dell'anno medesimo. 
    
Cinque anni dopo, e cioè il 14 giugno del 1638, in Villetta Barrea, il Cimini rivendette la terra baronale di Opi al Sig. Nardillo D'Orazio. Detta compera, effettuata con regio assenso, fu datata 25 giugno 1638 e fu registrata alla camera il 15 aprile dell'anno seguente. 
  
Il tutto viene attestato dal seguente atto relativo:
   "
Assenso regio alla compera della Baronia di Opi. Philippus Dei Gratia Rex Castelle etc. Ramirus Philippus de Gusman Dominus Domus de Gusmas Dux de Medina de las 120 Torres Princeps Hostiliani etc. Universitatis etc. Subiecturum regiorum etc. Sane pro parte infrascripti supplicantis regii fidelis dilecti fuit nobis presentatum infrascriptum memoriale regii assenso tenoris sequentis videlicet. Illustrissimo ed eccellentissimo Signore Carlo Antonio Cimino barone di Opi nella provincia di Abruzzo Citra che tiene per successore Felice Antonio Cimino suo primogenito fa intendere a V. E. come tenendo e possedendo immediate ed in capitale della Reg ia corte per titolo di compra fatta dal Dottor Antonio Sparano in virtu di instrumento stipulato per Notar Giovanni Simone Della Monica a 20 dicembre 1632 la detta terra di Opi et intiero stato per conventione avuta con Nardillo D'Oratio della terra di Scanno della detta provincia per alcune sue comodita et particolarmente per levarsi di alcuni debiti et del peso delle terre et perché cosi li ha piaciuto.
  
Riserbato il R° assenso ha vendute libere, et senza nessun patto di retrovendere sotto pero l'infrascripta speciale obbligatione et hipoteca contratta, a favore di esso Carlo Antonio al detto Nardillo per se e per i suoi eredi, et successori, vale perpetuo inxta la natura del detto feudo et conforme li privilegi che n'appareno la detta terra di Opi, col suo castello e fortolezza, case o palazzi, uomini vassallaggio, renditi di vassalli, angaria parangaria serviti reali, et personali feudi suffeudi decime servitu censo o intrate et renditi qualsivoglia ragioni di padronati di chiese, et di presentare in quelle con la clausola si qui si vel si qui qut si que sunt spettanti a esso Carlo Antonio attenda la detta compra fatta, e col banco della giustizia, et con la cognitione delle prime et seconde cause civili, criminali et mixte, con mero et mixto imperio et gladii potestate et con la facolta di componere li diritti et le pene corporali commutarle in pecunarie, et quelle rimettere in tutto o in parte, soddisfatta prima alla parte lesa provienti, et emolumenti della detta giurisdizione, et con tutti quelli corpi, beni, et renditi tanti ordinarii come altrimenti consistenti, et ragioni qualsivoglia feudali e burgensatici ad esso Carlo Antonio pervenuti, et spettanti, nella detta terra, sue pertinenze, territorio e districto, attenda la compra di essa terra per lui fatta dal detto Antonio come sopra et con la ratione di reintegrare a beneficio del detto Nardillo come di sotto, et con altre rationi prerogative privilegi autorità rationi giurisdictioni acton et pertinenza, qualsivoglia et intero stato senza riserbo di cosa alcuna delle suddette cose a lui pervenute come sopra et nel modo et forme di come esso Carlo Antonio et suoi predecessori hanno avuti et posseduti, et li potriano avere et possedere in virtu della cautela della detta compra e delli privilegi tanto di legge come di homo et in qualsivoglia altro modo per franchi et liberi di qualsiasi peso col peso del feudal servitio o adoho donativi et altre cose che sono de natura feudi in questo Regno et con li pesi perpetui che forsi si dovessero per ratione di esso feudo et con altre cose annexe in virtu delle scritture che n'appareno o si dovessero per consuetudine et non altrimenti. 
  
Et questo dalli 15 del mese di maggio proximo passato avanti e per lo passato ne vole essere tenuto il detto Carlo Antonio come ha promesso et leverne indenne et illeso il detto Nardillo suoi eredi successori ". 
 
Testi tratti dal libro Storia di Opi
 
 
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